Come allevare pesci rossi in acquaponica

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Il Carassius auratus, il famoso pesciolino della famiglia dei ciprinidi, in natura abita laghi e torrenti e può vivere fino a trent’anni. Viene utilizzato spesso negli impianti di acquaponica domestica, proprio in virtù della sua longevità e per le sue molteplici capacità di resistere a stress esterni come temperature elevate o estremamente basse, valori non ottimali di ossigeno e livelli anomali di nitriti. Quale modo migliore per produrre maggiori quantità di piante se non aumentando il proprio numero di pesci in vasca favorendo la riproduzione degli esemplari adulti già presenti?

Andiamo con ordine e scopriamo tutto il necessario su come allevare pesci rossi.

Quali vasche di acquacoltura scegliere?

Le vasche di 250 – 300 litri sono ideali per allevare pesci rossi nei primi mesi di vita, mentre per poter poi ospitare più esemplari adulti avrete bisogno di almeno 1000 litri di acqua.

In commercio potete trovare moltissime varietà di vasche di acquacoltura o, anche semplicemente, mastelli e cisterne IBC nuove possono fare al caso vostro. 

Se ne avete la possibilità, interrare le vasche o, ancora meglio, realizzare ex novo un laghetto in grado di garantire sia il corretto litraggio sia una disposizione degli elementi naturali come piante acquatiche e palustri su dei terrazzamenti predisposti lungo il bordo, può aiutarvi molto successivamente nel periodo della frega e della raccolta delle uova.

I primi esemplari di pesce rosso vanno introdotti soltanto quando vi siete assicurati che la vasca sia pronta dal punto di vista batterico, ovvero che la colonia di batteri nitrificanti sia in grado di convertire una certa quantità di ammoniaca senza intossicare se stessi ed i pesci. E’ buona prassi dare almeno 1 mese di tempo alla vasca per maturare e durante il quale potete introdurre dei piccoli gasteropodi acquatici quali Planorbarius e Physa marmorata che garantiscono l’avvio del ciclo dell’azoto. Sarete pronti ad inserire i pesci rossi solo una volta che i valori di ammoniaca e nitriti, misurati tramite appositi test, saranno a 0 mg/L.

Il nostro consiglio è quello di iniziare con circa il 10% della biomassa finale (kg di pesce totali) che volete raggiungere ad impianto maturo, andando ad inserire esemplari di pochi mesi o al massimo di un anno. In questo modo potrete raggiungere la densità al metro cubo designata sfruttando la naturale crescita degli esemplari e assecondando così il corretto sviluppo dell’ecosistema. 

Se ad esempio decidete di partire con 1 kg complessivo di esemplari giovani e li alimentate seguendo una dieta molto ricca e variegata alternando mangime secco, verdure sbollentate, zooplancton e fitoplancton, in meno di un anno all’interno del vostro impianto acquaponico avrete circa 10 kg di biomassa.

Come allevare pesci rossi: valori dell’acqua e riproduzione

Trascorso il primo anno molto probabilmente avrete all’interno delle vostre vasche esemplari maturi e pronti per la riproduzione. Per garantire una buona salute ed assicurare la deposizione delle uova e la loro fecondazione, i valori ottimali da mantenere sono:

  • Temperatura tra i 18° ed i 25°C. Questo range oltre che favorire la riproduzione vi permette di avere un impianto acquaponico molto produttivo in quanto il metabolismo dei pesci risulta essere particolarmente attivo. Se i valori non risultano all’interno di questo intervallo costantemente, non c’è da preoccuparsi perchè generalmente sono animali che vivono tra 0° ed i 40°C, quindi in grado di adattarsi al trascorrere delle stagioni durante tutto l’anno.
  • KH e pH compresi rispettivamente tra 7 – 10 °dH e tra 7- 8 soprattutto fino al termine della riproduzione. Dopodichè, per favorire la crescita delle piante, il pH può essere riportato ad un valore compreso tra 6 e 6,8.

Prima della riproduzione dei vostri pesci rossi, sarà importante predisporre una o più vasche da qualche centinaio di litri già battericamente mature e concimate con inoculi di fito e zooplancton perché sarà proprio qui che inserirete tutte le uova prodotte e dove gli avannotti trascorreranno i primi mesi di vita. Il nostro consiglio è di inserire gli inoculi almeno 1 mese prima dell’introduzione delle uova così da garantire agli avannotti un’abbondante risorsa di alimento vivo, essenziale per le prime settimane di vita. 

La frega dei pesci e la raccolta delle uova

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Uova di pesce rosso presso l’impianto di Francesco

La prima frega avviene solitamente intorno alla metà di aprile in concomitanza con l’aumentare delle temperature, ovvero quando l’acqua delle nostre vasche raggiunge i 16-18°C. Vi potete accorgere se i pesci hanno iniziato la riproduzione quando più maschi rincorrono le femmine e spingono con il muso sul loro ventre rigonfio per poter così stimolare la deposizione delle uova. Infatti, il pesce rosso si riproduce per fecondazione sessuata esterna, ovvero le femmine rilasciano le uova su piante ed oggetti galleggianti ed i maschi le fecondano con il loro liquido seminale. Dopo un lasso di tempo (dai 3 fino ai 7-8 giorni, in base alla temperatura dell’acqua) nascono le prime larve che assorbono il proprio sacco vitellino entro 2–3 giorni, per poi salire in superficie e prendere la prima boccata d’aria che servirà loro per gonfiare la vescica natatoria.

Se non avete la possibilità o l’interesse a separare e selezionare gli esemplari da riprodurre, i pesci rossi andranno in frega direttamente nella vasca del vostro impianto. A questo punto perciò il nostro consiglio è di inserire dei mop, ovvero oggetti che ricordano la forma ed il colore della vegetazione acquatica come spazzole fai da te, tessuti o spugne, oppure introdurre piante vere, ancora meglio se ripariali, così da sfruttare il loro apparato radicale per accogliere e far ancorare le uova prodotte dalle femmine. 

Gli esemplari non maturi o gli stessi genitori possono mangiare le uova, pertanto il nostro consiglio è quello di rimuovere i mop e le piante ogni 2-3 ore maneggiandoli con cura durante l’inserimento nelle vasche adibite alla schiusa.

Un problema riscontrato di frequente è lo sviluppo della saprolegnia delle uova, una malattia micotica che può causare perdite elevate se non correttamente gestita. Il nostro consiglio è quello di utilizzare delle foglie di catappa (lunghe 20 cm e ogni 50 litri di acqua) in immersione all’interno delle vasche di schiusa. Queste foglie rilasciano, dopo 1-2 settimane, delle sostanze antimicotiche senza alterare l’ecosistema acquatico, quindi potete introdurle già all’avvio della maturazione delle vasche.

Come alimentare i pesci rossi prima e dopo la frega

Momento della frega nell’impianto di Gian Marco

Durante tutto il periodo della frega che in genere dura un massimo di 48 ore, i pesci smettono di alimentarsi e al termine della riproduzione gli esemplari appariranno esausti, tanto da posizionarsi sul fondo per 1-2 giorni per recuperare le energie, rifiutando persino il mangime. Una volta che i pesci torneranno a spostarsi in superficie in cerca di cibo o per brucare il biofilm sulle pareti, potete iniziare ad alimentarli preferibilmente con:

  • carote e zucchine sbollentate in acqua priva di sale
  • inoculi di daphnie se possibile arricchiti con fitoplancton o acqua di cottura delle verdure sbollentate.

Tornerete a somministrare il mangime secco solo dopo 3 – 4 giorni dal termine della riproduzione, inoltre questa dieta a base di verdure e daphnie è consigliata anche qualche settimana prima della frega per assicurare il massimo benessere dei nostri pesci rossi.

Nelle prime settimane di vita i pesci possono mangiare anche il 5% del loro peso corporeo come razione giornaliera di cibo, per arrivare poi fino al 2% man mano che le loro dimensioni aumentano. Nelle prime 2-3 settimane di vita, gli avannotti si alimentano quasi esclusivamente di fitoplancton e zooplancton: cyclops, ostracodi, hyalella azteca e dafnie. Il nostro consiglio è di dar loro piccole quantità di mangime distribuite più volte nel corso della giornata, fino a 5-6 razioni durante le 24 ore. Quando la temperatura dell’acqua scende al di sotto degli 8°C invece, i pesci rossi smettono di alimentarsi così come vi raccontiamo nel nostro video in merito.

La scelta del filtro per le vasche da schiusa

Come per il nostro impianto acquaponico, anche in questo caso una corretta filtrazione biologica è fondamentale per il mantenimento in salute dell’ecosistema. In particolare per i primi 15 giorni dall’introduzione delle uova nella vasca è preferibile ridurre al minimo la movimentazione dell’acqua così da non permettere alla saprolegnia sviluppatasi su alcune uova di diffondersi maggiormente.

Successivamente, potete inserire uno o più filtri ad aria che vi garantiscono sia una filtrazione solida che biologica, così come vi mostriamo nel nostro video dedicato. 

In questo modo e con l’aggiunta di un’abbondante quantità di piante acquatiche e di fitoplancton,siete in grado di garantire ottime condizioni dell’acqua fino a che i pesci rossi non raggiungono i 5 cm di lunghezza. Arrivati a questa taglia potete prevedere di aggiungere un filtro a pressione o di spostare gli esemplari direttamente all’interno del vostro impianto acquaponico. 

Siete pronti per avviare il vostro allevamento di pesci rossi? Condivideteci le foto dei vostri avannotti direttamente sul nostro canale Instagram.

2 commenti su “Come allevare pesci rossi in acquaponica”

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