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Biolaghi e piscine naturali: le nuove alternative green

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Con l’arrivo della bella stagione si sognano giardini e meravigliosi spazi naturali da vivere all’aperto, in cui trascorrere i propri momenti liberi. Meglio ancora se queste aree sono abbastanza spaziose da ospitare una piscina in cui divertirsi insieme ad amici e famigliari o rilassarsi, approfittando di una vista splendida tutto l’anno. 

Come si può trovare una soluzione ecologica in grado di integrarsi e rispettare l’ambiente? Un’idea è certamente quella di realizzare biolaghi e piscine naturali, ovvero dei bacini d’acqua dolce adatti alla balneazione che non hanno bisogno, per la loro pulizia, dell’utilizzo di cloro o di altre sostanze chimiche. 

Una soluzione green ed ecosostenibile, sperimentata già nell’Ottocento in Austria e che, negli ultimi tempi, si sta diffondendo molto anche in Italia. Perfetta per le case private, ma anche per attività commerciali, resort, agriturismi o spazi comuni, in cui solo le piante e i sistemi di fitodepurazione naturali vanno a incidere sulla capacità depurativa dell’acqua. 

Se vi state chiedendo come è possibile realizzare biolaghi e piscine naturali in uno spazio all’aperto qui troverete tutte le risposte alle vostre domande. Vediamole insieme.

Cosa sono i biolaghi e quali sono i vantaggi di queste splendide piscine naturali?

Balneabili, naturali ed ecosostenibili: ecco come si possono definire i biolaghi. Per farvi un’idea più precisa pensate a uno spazio naturale d’acqua, solitamente interrato e circondato dal verde, in cui le persone possono rilassarsi e nuotare rispettando completamente l’ambiente. Ciò che le contraddistingue principalmente dalle piscine tradizionali è il mancato utilizzo di sostanze chimiche (come il cloro) per la pulizia e per la depurazione delle acque. A questo si preferisce l’utilizzo di un sistema di fitodepurazione naturale che utilizza le piante acquatiche per l’ossigenazione

Certamente uno degli aspetti vantaggiosi di chi sceglie di realizzare un biolago nel giardino di casa, o in uno spazio verde della propria attività, è godere della bellezza e della praticità di uno specchio d’acqua naturale che risplende grazie alle fioriture delle tante piante acquatiche che si possono scegliere come sistema di depurazione. Un’esperienza senza dubbio unica nel suo genere. 

Tra gli altri vantaggi troviamo:

  • Basso impatto ambientale e rispetto della natura circostante. 
  • Alta tollerabilità e delicatezza sulla pelle, grazie alla mancanza di cloro e altre sostanze chimiche nell’acqua.
  • Facilità di manutenzione, poiché l’acqua non va svuotata: basta un piccolo rabbocco con l’arrivo della nuova stagione.
  • Bellezza paesaggistica 360 giorni all’anno, poiché la piscina naturale non va coperta: si può godere della vista del biolago tutto l’anno. 

Come realizzare un biolago o una piscina naturale fai da te: tutti i consigli, passo dopo passo

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Ora che avete compreso meglio cosa sono i biolaghi, vediamo come si possono realizzare queste strutture e, soprattutto, le regole da rispettare

In realtà, si tratta di realizzazioni personalizzate, che devono esprimere l’identità e le esigenze di un territorio e delle sue caratteristiche. Immaginate una soluzione impermeabilizzata su misura, originale, creata appositamente per ogni spazio verde in modo che si possa integrare perfettamente nell’ambiente circostante senza danneggiarne l’equilibrio. 

Gli aspetti da valutare in fase di progettazione sono la presenza di eventuali dislivelli del terreno, l’esposizione al sole e la vicinanza con gli alberi

Per creare un biolago perfetto bisogna tener conto che questo verrà suddiviso in almeno due aree

  • una zona dedicata al relax e alla balneazione
  • un’area più ristretta, la zona di rigenerazione, di circa il 30% dell’intera superficie, in cui vanno inserite le piante acquatiche adatte a creare un sistema di fitodepurazione naturale. Questa zona, in particolare, deve essere meno profonda e ricoperta da un substrato idoneo per ogni pianta e lapillo vulcanico o argilla espansa, un elemento indispensabile per la giusta crescita della vegetazione e per l’ossigenazione del biolago. 

La vasca di balneazione

Una volta realizzato lo scavo questo andrà impermeabilizzato con telo in PVC o EPDM adeguatamente protetti prima con tessuto non tessuto.

Si può scegliere poi se riempire il biolago con acqua di fonte o di un pozzo. Certamente anche l’acqua piovana può essere una valida opzione, ma va trattata per permettere alle piante di creare il giusto ecosistema. Ovviamente, la progettazione deve essere affidata a esperti con conoscenze specifiche in materia che siano in grado di agire nel modo corretto, senza interferire sui processi biologici tipici di questa struttura e in grado di fornire spunti e suggerimenti utili per mantenere invariato l’ecosistema della piscina naturale tutto l’anno. 

Ricapitolando, quindi, prima di tuffarsi a capofitto nella costruzione di una piscina naturale è bene scegliere un esperto in materia che valuterà l’area del giardino più idonea, con il giusto spazio, meglio se è riparato dal vento e lontano qualche metro dagli alberi per evitare che le radici possano danneggiare la struttura della piscina naturale e che le foglie cadano spesso nell’acqua. 

Una volta definito il tutto, occorrerà anche studiare un impianto per il ricircolo per permettere di portare l’acqua depurata dalla zona di rigenerazione a quella di balneazione. Perché ciò sia possibile, l’ideale è installare una o più pompe collegando poi le due zone del lago con una serie di ruscelli o piccole cascate. 

I permessi

Ovviamente, per realizzare un biolago bisogna richiedere permessi e autorizzazioni al proprio Comune di competenza. Le procedure sono semplici, ma possono variare in base allo spazio che si vuole occupare e alla regione in cui si risiede. Solitamente, se si vuole ricreare una piscina naturale nel giardino di vostra proprietà vi basterà presentare una SCIA (ovvero una segnalazione di inizio attività) al Comune. Questo perché il biolago non è considerato un bene di lusso e quindi non ha bisogno di autorizzazioni speciali né di specifiche legate ai vincoli di accatastamento. 

Il discorso invece cambia se si vuole creare un biolago in un’area non privata, come un parco: in questo caso dovrete richiedere i permessi non solo al Comune, ma anche alla Asl locale che si occuperà di verificare la salubrità delle acque. 

Le piante ideali per popolare biolaghi e piscine naturali

Non tutte le piante sono adatte a resistere all’interno dei biolaghi. Servono specie che non solo siano in grado di mantenere al meglio la salute della piscina naturale ma che, allo stesso tempo, possano assorbire le sostanze nutritive necessarie direttamente dall’acqua.

Fatta questa distinzione, l’ideale è valutare l’inserimento di varie specie per evitare instabilità sull’ecosistema del biolago e garantire la giusta biodiversità. Si può, quindi, optare per  piante da riva o piante sommerse (ottime per produrre ossigeno) alternandole a varietà ombreggianti e decorative (come il Fior di Loto), piante emerse (che producono una vegetazione alta) e palustri (in grado di resistere a basse profondità). 

Per farvi un’idea di ciò che potete fare per rispettare l’ambiente e creare biolaghi in diverse situazioni, date un’occhiata al progetto Serra Madre tra le nostre realizzazioni.

Piante acquatiche per biolaghi: quali vi consigliamo 

Come abbiamo visto, le piante acquatiche non sono tutte uguali. Alcune permettono una migliore ossigenazione e depurazione del biolago, altre offrono splendide fioriture. 

In particolare vi consigliamo di valutare queste varietà:

  • Acorus calamus (Calamo aromatico). Si tratta di una pianta erbacea, perenne e sempreverde, con un’altezza che varia dai 20 agli 80 cm. È in grado di sopportare climi rigidi ed è adatta per i luoghi soleggiati.
  • Alisma plantago-acquatica (Piantaggine d’acqua). Varietà perenne ideale per luoghi soleggiati. Vanta una splendida fioritura da maggio a settembre.
  • Caltha palustris (Calta palustre). Erbacea e perenne, questa specie fiorisce tra la primavera e l’estate e può raggiungere dai 25 ai 40 cm di altezza. Resiste alle temperature fredde e può essere inserita in luoghi soleggiati. 
  • Carex riparia (Carice di sponda). Erbacea, perenne e sempreverde con fioritura in primavera. La sua altezza varia tra 0,8 e 1,5 metri. Preferisce le zone in mezz’ombra.
  • Glyceria maxima. Pianta palustre erbacea adatta sia alla luce diretta che all’ombra. Resiste bene alle temperature rigide e può crescere dai 50 ai 120 cm di altezza.
  • Iris pseudacorus (Iris). Erbacea che resiste alla luce diretta del sole, ma che si secca dopo la fioritura. Può crescere dagli 80 ai 120 cm di altezza e la fioritura dura da aprile a settembre.
  • Juncus effuses (Giunco). Classica pianta erbacea, perenne e sempreverde. Può crescere Alta dagli 80 ai 150 cm. Adatta a luoghi soleggiati e resistente ai climi rigidi.
  • Nynphaea (Ninfea). Pianta perenne ornativa con radici sommerse, foglie e fiori emersi che fioriscono in primavera ed estate. Resiste ai climi rigidi ma ha bisogno della luce diretta del sole. 
  • Phragmites australis (Cannuccia di palude). Erbacea perenne con fioritura estiva. Molto invasiva, può arrivare fino a 3 metri di altezza. 
  • Pontederia cordata. Erbacea perenne che resiste bene alla luce del sole e in mezz’ombra. La sua altezza varia dai 50 ai 60 cm con fioritura fino a settembre.
  • Typha latifolia. Pianta erbacea perenne che può raggiungere fino ai 3 m di altezza. Molto resistente e invasiva.
  • Ceratophyllum demersum. Varietà acquatica sommersa e galleggiante di crescita rapida. Ottima pianta ossigenante, funge da filtro biologico e viene spesso utilizzata per creare una zona di microfauna.
  • Valisneria gigantea. Pianta sommersa altamente ossigenante a crescita abbastanza veloce. Resiste al freddo e può essere propagata per rizomi. 

Consigli facili per la cura delle piante di biolaghi e piscine naturali 

batteri nitrificanti

Ora che abbiamo visto quali sono le migliori varietà di piante per i biolaghi, ecco alcuni consigli di manutenzione per una cura efficace e prolungata delle piante acquatiche

  • In primavera, controllate lo stato di salute delle piante e rimuovete eventuali foglie morte.
  • Meglio sfoltire le specie di piante che sono cresciute troppo all’interno della piscina naturale. Questo farà vivere meglio le piante vicine e offrirà stabilità al biolago. 
  • Pulite il fondo del lago da foglie morte e altri elementi che possono disturbare la naturale pulizia delle acque e la crescita delle piante. Per farlo può esservi utile un retino. La sostanza organica sul fondo può però essere anche nutrimento per le nostre piante infatti consigliamo di non rimuovere completamente il deposito sul fondo ma di lasciare che i batteri lo decompongano e rendano biodisponibli i nutrienti per le piante. 

Per il benessere del vostro biolago, invece:

  • Rabboccate l’acqua solo se necessario nei mesi più caldi.
  • Non utilizzate mai prodotti chimici.
  • Controllate periodicamente PH, KH e temperatura dell’acqua.
  • Fatevi sempre una doccia prima di entrare e non immergetevi se avete utilizzato una crema abbronzante (potete danneggiare l’ecosistema!)

Come abbiamo visto, il biolago può essere realizzato nei giardini privati per creare un’alternativa alla piscina, oltre che un’ottima soluzione per le strutture ricettive

Riservare un’area ad una piscina naturale, balneabile, ricca di piante e fiori, infatti, è un’idea originale, pratica, sostenibile ed esteticamente di impatto per sorprendere gli ospiti di un hotel o un B&B e offrire loro un nuovo e originale servizio, soprattutto ora che la bella stagione è arrivata!. 

Avete bisogno di altri suggerimenti sulla creazione e il mantenimento di biolaghi e piscine naturali? Scoprite come realizzare un biolago balneabile con il nostro nuovo videocorso!

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